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PERCHÉ’ SI E’ FIRMATO A CAMPOFORMIDO

Le clausole del trattato di Campoformido hanno una dimensione storica di livello europeo che interessa direttamente e indirettamente buona parte degli stati d’Europa e ne modifica profondamente le carte politiche.

Rappresenta la fine della Repubblica di Venezia, ma segna anche la fine del Sacro Romano Impero. Permette alla Francia di consolidare i suoi confini sul fiume Reno e all’Austria di aprirsi la strada sul Mediterraneo, pronta a spartirsi quanto resta dell’Impero Ottomano.

Il Direttorio accetta il trattato quasi all’unanimità in nome della pace, poco importa della doloroso caduta di Venezia sotto il dominio austriaco. L’aver dato il colpo di grazia ad uno stato ormai decaduto e quasi inerme ma orgoglioso della sua tradizione di libertà e autonomia è una macchia sulla fama del “generale pacificatore”.

Tanto più discutibile se si pensa allo stesso destino della sua Corsica, piccola patria venduta allo straniero. Non lo trattengono le origini comuni né considerare un popolo come “materia di scambio” con un governo, come quello austriaco, per il quale nutre un profondo disprezzo, niente lo trattiene dalla scelta della soluzione più affaristica. Napoleone ha solo fretta di concludere, prima che la fortuna gli volti le spalle e qualcun altro lo sostituisca nel cuore dei francesi; ha fretta di concludere e firma con l’Austria una pace troppo favorevole e non giustificata dalle sconfitte riportate dall’esercito austriaco.

La questione più volte dibattuta sul luogo effettivo della firma non è altro che una curiosità storica che nulla toglie all’importanza dell’avvenimento. Campoformido, Passariano o addirittura Udine, l’incertezza sulla sede precisa della conclusione del trattato ha dato luogo ha diverse ipotesi, rimane , come fonte storica inoppugnabile, il fatto che nel documento ufficiale, custodito nell’archivio nazionale di Parigi, si riporta: “ fatto e firmato a Campo-Formio, presso Udine, il 17 ottobre 1797...”

L’indicazione di Campoformido negli atti ufficiali del trattato risponde soprattutto a motivi diplomatici, criteri di cui si tiene generalmente conto negli accordi stipulati tra due parti in causa: era un luogo neutrale, a metà strada tra le rispettive residenze e rappresentava il nucleo abitato più vicino a Udine e quindi facilmente rintracciabile da corrieri e firmatari .

Inoltre, la casa di Bertrando Del Torre, designata da Bonaparte e dai plenipotenziari austriaci come il luogo concordato per la firma, era tra le abitazioni più decorose e ben strutturate del paese e, pare che, per la sua ubicazione al centro della piazza, ospitasse una stazione di cavalli per il trasporto della posta. Si trattava perciò di un luogo più conosciuto rispetto a Passariano, anche se lo splendore di Villa Manin, che Napoleone stesso definisce “troppo sontuosa per un generale, troppo poco per un re”, poteva sembrare più adatto all’importanza di un evento storico.

E come ricorda Angelo Geatti ( autore del libro: Napoleone Bonaparte e il trattato di Campoformido del 1797), che ha condotto una scrupolosa ricerca per far luce sulla questione: ..Questo argomento risulta essere di fragile consistenza storica, perché la storia è ricca di esempi che dimostrano, non di rado, contrario....e storici eventi sono stati concordati anche nelle più umili stamberghe. Per ricordare l’avvenimento, nel 1807, è stata murata una lapide celebrativa sulla facciata di quella che oggi è l’Antica Osteria al Trattato con la frase: