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Prati stabili

Alcune aree situate in Comune di Campoformido, comprese fra gli abitati del capoluogo e Basaldella, a sud della Strada statale n. 13 Pontebbana, sono caratterizzate dalla presenza di prati stabili.

CARATTERI DEL TERRITORIO Il territorio si trova nella parte centrale dell'Alta Pianura friulana, ad una quota compresa fra ml 95 e ml 75 s.l.m., con una pendenza media dello 0,44% circa. Il substrato litologico é costituito da materiali fluvioglaciali in massima parte ghiaie, depositati dagli scaricatori dell'anfiteatro morenico. Sono formati da ciottoli in prevalenza calcarei e dolomitici con scarsa matrice sabbiosa e dimensioni variabilissime, da 1-2 cm a 10-15 cm. Dal punto di vista pedologico, il suolo ricopre i substrati ghiaiosi con uno strato di materiale terroso alterato di spessore limitato compreso fra 15 e 30 cm. Secondo la classificazione F.A.O.-U.N.E.S.C.O. questo tipo di suolo é denominato Eutric Ferralic Cambisol. Dato il limitato spessore del suolo le coltivazioni cerealicole subiscono spesso siccità durante l'estate, con riduzioni notevoli delle produzioni.

All'interno del sito proposto é presente un tumulo protostorico (Età del Bronzo).

LA VEGETAZIONE

Il sito presenta la caratteristica di essere destinato a prato stabile per buona parte della superficie, principalmente in virtù dell'uso aeroportuale, militare e civile. Tale forma di coltivazione era, fino a pochi decenni fa, quella maggiormente impiegata nell'intera pianura friulana, prima che si diffondesse la monocoltura del mais e l'urbanizzazione distruggesse in poco tempo un paesaggio che per secoli non aveva subito grossi mutamenti. Fortunatamente sono presenti anche al di fuori della base militare degli appezzamenti, anche relativamente estesi, che conservano ancora il loro manto prativo. Questo arricchisce il sito poiché la diversa storia delle particelle, legata alle diverse forme di coltivazione e quindi a diverse intensità e tipo di concimazione, ha creato una maggiore biodiversitá, evidenziabile per esempio dalla diversa presenza di Orchidee. Nei soli ultimi tre anni sono andati perduti comunque circa 4 ettari. Dal punto di vista vegetazionale questa formazione erbacea appartiene all'associazione Chamaecytiso hirsuti-Chrysopogenetum grylli, cenosi della classe festuco-Brometea, piuttosto evoluta, caratterizzata dalla presenza di Dianthus sanguineus, specie a distribuzione illirica, Prunella laciniata e Serapias vomeracea, oltre che da numerose altre orchidacee (Orchis morio, Orchis ustulata, Orchis tridentata, Ophris sphegodes, Anacamptis piramidalis, Gymnademia conopsea, coeloglossum viride, Spiranthes spiralis, Platanthera bifolia, Cephalanthera longifolia che fanno del sito un habitat di interesse comunitario prioritario), da Gladiolus palustris e da Narcissus radiiflorus. la cenosi é tipica dei suoli rossastri rendziniformi piú o meno brunificati e ricchi in calcare e basi, di altitudini comprese tra 50 e 300 m circa, in giacitura subpianeggiante, piuttosto xerici.

LA FAUNA

Dal punto di vista faunistico il sito ospita fra gli anfibi le specie Bombina variegata, Hyla italica, Rana dalmatina, Rana esculenta, Rana latastei, Rana lessonae e triturus carnifex. Fra i rettili sono presenti Coluber viridiflavus, Elaphe longissima, Lacerta viridis e Podarcis muralis.

Fra gli uccelli nidifica una discreta popolazione di specie legate ad ambienti steppici come Coturnix coturni, Perdix perdix e Miliaria calandra, oltre a Lanius collurio e L. minor. Il luogo inoltre é frequentato da varie specie di falco fra cui Falcus tinnunculus e F. peregrinus e da Asio flammenus.

Tra i mammiferi appaiono diffusi Lepus europaeus, Talpa europea, Erinaceus europaeus, Meles meles e Mustela putorius.

É importante mantenere questi prati per i seguenti motivi:

- motivo naturalistico: alcune specie animali e vegetali sono presenti in regione solamente in queste formazioni, il dissodamento dei prati provocherebbe l'estinzione, almeno su scala locale, delle entità rare;

- motivo agronomico: i prati conservano un patrimonio genetico utilizzabile per il miglioramento delle piante coltivate;

- motivo storico culturale: i prati erano la principale coltivazione di vaste aree del Friuli fino all'avvento dell'agricoltura industriale;

- motivo paesaggistico: é indubbio il fascino dei prati, specialmente al momento della fioritura. La loro presenza arricchisce il paesaggio altrimenti reso monotono dalle coltivazioni su larga scala.

Testo e foto dell'Ispettore Forestale dott. Roberto Pizzutti