informazioni inerenti focolaio di Influenza Aviaria ad alta patogeneticità

Si informa che lo scorso 30 novembre, in un allevamento industriale sito nel comune di Fagagna (UD), è stato confermato un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità e sono state istituite delle zone di protezione e sorveglianza, rispettivamente ad un raggio di 3 e 10 km dal focolaio, per arginare la diffusione del virus.
 
Dal momento il rischio d’introduzione dei virus influenzali aviari può essere ridotto con l’adozione di misure tese a evitare il contatto diretto tra uccelli selvatici e pollame, e mediante il precoce rilevamento di qualsiasi evento che possa indurre un sospetto di influenza aviaria, nei territori compresi nelle succitate aree deve essere garantito che:
 
-          il pollame e tutti gli altri volatili in cattività, ove allevati all’aperto, siano trasferiti e trattenuti al chiuso. Impedire tassativamente ai selvatici di accedere alle fonti di cibo e acqua destinate agli avicoli allevati.  Qualora ciò non sia realizzabile, deve essere adottata, previo accordo con i Servizi veterinari, ogni misura ragionevole per
ridurre al minimo i contatti con i volatili selvatici
 
-          chiunque detenga volatili segnali tempestivamente ai Servizi veterinari i sospetti di influenza aviaria riferibili aumenti anche minimi della mortalità o variazioni dei parametri produttivi con particolare riferimento a produzione giornaliera di uova, consumo giornaliero di mangime e/o di acqua
 
-          Evitare i contatti con allevamenti di pollame ed altri avicoli diversi dal proprio.

Si ricorda che l’influenza aviaria è una malattia virale che colpisce per lo più gli uccelli selvatici, i quali fungono da serbatoio del virus. Solitamente tali uccelli non si ammalano, ma possono essere molto contagiosi per i volatili domestici come polli, anatre, tacchini e altri animali da cortile. L’influenza aviaria, soprattutto quando sostenuta da ceppi altamente patogeni, ha conseguenze devastanti, non solo per l’elevato tasso di mortalità che può essere raggiunto, ma anche per il forte impatto economico che ne consegue, derivante sia dall’adozione di una politica di eradicazione, sia dalle restrizioni al commercio imposte ai paesi sede di focolai.

Si raccomanda di seguire le indicazioni dell'ordinanza sindacale n.4

 

ordinanza.pdf