Il Mulino di Basaldella - Il Mulin di Basandiele

Mulino del Ronco - Mulin dai Faris
Via Zugliano 13,
33030 Basaldella di Campoformido (UD)

Basaldella e i suoi mulini

I sette mulini di Basaldella erano posizionati lungo un canale ricavato dal torrente Torre.

La presa dell’acqua si trova, oggi come allora, presso Zompitta, in Comune di Reana del Rojale, nel punto in cui l’acqua scorre regolarmente tutto il periodo dell’anno.

La roggia che li alimenta si divide in due rami che attraversano la città di Udine seguendo due percorsi diversi. Il ramo orientale si chiama Roggia di Palma in quanto venne prolungato sino alla fortezza di Palmanova. Il ramo occidentale è detto Roggia di Udine o Roggia di Mortegliano perché agli inizi del 1600 fu estesa sino a Mortegliano.

Risale al 1217 la prima menzione di mulini operanti sulle rogge: precisamente tre, posti sulla roggia fra Udine e Basaldella. Lungo il tratto di roggia posto nel territorio di Basaldella si contavano inizialmente sei salti di acqua con relativo mulino. I sei mulini più antichi vennero tutti costruiti presumibilmente già durante il 1200, ma i documenti disponibili più datati risalgono solo alla prima metà del 1300. Nel 1700 venne mutato un tratto del canale e si poté perciò dare attività ad un altro mulino.

 

Mulin dal Ronc - Mulino del Ronco

Al 1347 risale il documento più antico che testimonia l’esistenza del mulino di via Zugliano. Questo mulino è citato con il nome popolare che un tempo veniva dato alla zona posta al levante del mulino ovvero roncs o ronc: un tipico toponimo friulano indicante un terreno disboscato. Il nome è documentato a partire dalla fine del 1300 in alcuni atti notarili riguardanti il mulino, fino alle mappe catastali di inizio Ottocento. Normalmente veniva identificato con i nomi dei vari proprietari succedutisi. Un documento del 1700 identifica il mulino con il nome della zona, Mulin dal Ronc/Mulino del Ronco, ed è senza dubbio l’appellativo da preferire per il Mulino di Basaldella.

Continuò ad essere attivo fino al 1982 e dal momento che gli altri mulini avevano chiuso i battenti molto prima, da tutti era conosciuto come Il Mulin di Basandiele.

 

La struttura del mulino

I documenti trecenteschi specificano che il mulino aveva annessa una casa colonica con un cortile, stalle, aie e due ‘bearzi’ (cortili per gli animali).

Nel primo Ottocento, il mulino era dotato di quattro ruote idrauliche e quattro macchine per macinare i cereali.

 

Mulini ed energia idraulica

Fino al 1700, oltre alle macchine che macinavano cereali, in tutti i mulini erano presenti altre attività che dipendevano dall’energia dell’acqua: il follone per la lavorazione dei panni di lana, i pestelli per la lavorazione dei tessuti tessili come il lino e la canapa, le seghe per tagliare la legna e le mole del battiferro per affilare le lame dei vari utensili, i macchinari per la produzione della polpa della carta o le sole pale per la produzione di energia elettrica. Un’attività fondamentale, prima dell’avvento delle mietitrebbie fu la battitura (trebbiatura) dei cerali. Questa procedura aveva lo scopo di far uscire i semi dei cerali dalla spiga. La macchina aveva bisogno di una ruota idraulica più grande (in metallo, di notevole diametro, ancora visibile). I contadini mietevano nel campo il frumento, l'orzo, la segale o altre specie tagliando la pianta alla base e poi portavano il raccolto al mulino.

 

Proprietari e mugnai nei secoli

I documenti del notaio Pietro di Bressa sono numerosi e ricchi di particolari per quanto riguarda i proprietari, i toponimi, i luoghi, le funzioni e la gestione del mulino.

Il primo proprietario (1347) è Nicolò Totis, che svolgeva anche le funzioni di mugnaio. Dopo circa ottant’anni i discendenti di Nicolò Totis, dopo una gestione imprenditoriale, ma con la caduta dei nobili Savorgnan che possedevano il mulino, vanno in rovina. Cedono la loro parte di mulino a Vincenzo figlio di Giorgio detto Cjalcine, in quanto discendente da Giacomo, muratore di Campoformido. I discendenti di Vincenzo saranno mugnai di questo mulino fino alla metà del 1501. Uno di loro Leonardo, chiamato Tiberto, farà sì che il nomignolo diventerà in seguito il cognome della famiglia, Tiberti, affidando il lavoro del mulino a mugnai provenienti da Zugliano nel 1540: Vincenzo e Mariolo e Del Degan.

Nel 1546 subentra Sebastiano Frumenti e poi, in comproprietà la famiglia Brambilla. Nel 1580 il mulino ha sette ruote idrauliche: cinque per le macine per i cereali, una per il follone della lana, una per la battitura del lino.

Nel 1603 il mulino viene fortemente danneggiato da un’esondazione e il Brambilla tenta in vari modi di cercare aiuti per restaurarlo. Nel 1613 Brambilla cede il mulino ai Drigani di Zugliano. Tra il 1600 e il 1700 i Brambilla, i Drigani e l’Ospedale di Udine ne sono comproprietari con vicende alterne fino al 1801. Nel 1811 il mulino venne diviso in due parti e dal 1880 i Del Torre, provetti mugnai e battiferri, divennero proprietari della struttura. Ma nei primi anni del novecento, l’attività principale del mulino fu la trebbiatura dei cereali. La ruota idraulica che azionava la macchina è ancora al suo posto, sulla riva opposta del mulino.

Gli ultimi mugnai Del Torre furono maestri anche nell’arte della lavorazione del ferro ed erano conosciuti con il nome del loro mestiere, e in passato il mulino aveva il nome di Mulin dai Faris.

Dopo un secolo le mole cessarono di macinare con Bruno e suo figlio Gianni, alla metà degli anni Ottanta del Novecento.

 

Progetti futuri

Il Mulino è stato ristrutturato e poi acquistato dall'Amministrazione comunale di Campoformido.

Nel 2019 è stato avviato il progetto “Campoformido Comune amico delle Api” in collaborazione con l'Università degli Studi di Udine e il Museo Friulano di Storia Naturale che vede il mulino come sede del progetto e del Centro visite naturalistico del Parco del Cormôr, ora in fase di ultimazione.

L’ obiettivo è la valorizzazione della memoria storica e delle attrezzature del mulino, del patrimonio ambientale dei prati stabili e del Parco del Cormôr che si sviluppa lungo il corso del torrente da Basaldella a Villa Primavera.

 

Mappa

https://goo.gl/maps/CXJhRW5fTvMnEX7QA

In occasione della Giornata Europea dei Mulini, il Mulino di Basaldella ha aderito all'iniziativa dell'Ecomuseo il Cavalîr e Cjase Cocèl di Fagagna “Porte aperte ai Mulini”.

 

orario di apertura

domenica 22 maggio 2022

dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00

Per informazioni

Biblioteca Comunale tel 0432 653503 negli orari di apertura

 

DIDASCALIA DELLE FOTO:

Il Mulino di Basaldella oggi

Il Mulino di Basaldella ad inizio 1800, in un disegno di Roberto Zanella

 

La copertina del Libro cui sono state tratte queste informazioni storiche e il disegno di Roberto Zanella

L’acqua è la cagion del nostro onore

Storie di Mulini e fornaci a Basaldella del Cormor dal sec. XIII